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Indice
Notiziario febbraio 2010 N°2
Il potenziale ruolo della vitamina “D” nella prevenzione cardiovascolare
Metabolismo e funzioni della Vitamina “D”
Siti recettoriali della Vitamina “D”
Fonti alimentari della Vitamina “D”
Vitamina “D”, clopidogrel e statine
Condizioni cliniche associate all’ipovitaminosi D
I potenziali meccanismi antipertensivi della vitamina “D”
Il consumo appropriato giornaliero di vitamina “D”
Tutte le pagine

IL CONSUMO APPROPRIATO GIORNALIERO DI VITAMINA “D”

Gli studi suggeriscono che il consumo giornaliero di vitamina “D” dovrebbe essere molto più in alto delle 400 UI/die. Pertanto, assunzioni giornaliere nella gamma dalle 800 alle 1000 UI/die dovrebbero essere fortemente prese considerazione. Anche se ci sono preoccupazioni per quanto riguarda la tossicità della vitamina D, non sono stati riportati, fino ad oggi, effetti indesiderati legati a consumi che superano il limite superiore delle 2000 UI/die. In ogni caso, si dovrebbero incoraggiare le valutazioni seriche dei livelli di vitamina in una gamma più ampia di pazienti. I sintomi, consistenti in nausea, vomito, anoressia, calcificazioni nei reni sarebbero legati all’ipercalcemia. Comunque, va sempre considerata la mancanza di adeguata esposizione solare o l'uso cronico di sua protezione. In uno studio di Boston, l'esposizione delle mani, viso, braccia alla luce del sole dai cinque ai quindici minuti il giorno tra le 11-14 ha dimostrato un adeguato apporto di vitamina. Una dose eritemica minima di 0,5 UVB alle braccia e gambe equivale, di fatto, a 3000 UI di Vitamina “D”.

In caso di dieta carente di Vitamina è utile, di solito, somministrare dalle 1.500 alle 5.000 UI di vitamina D2 per via orale il giorno o 50.000 UI a settimana oppure dalle 10.000 alle 50.000 UI per via intramuscolare il mese. Nel malassorbimento per i grassi è utile somministrare dai 20 ai 30 mcg il giorno e nella cirrosi, sindrome nefrosica, insufficienza renale, resezione gastrica o intestinale, uso cronico di rifampicina, corticosteroidi, anticonvulsivanti, 0,15-0,5 mcg di 1,25 di-idrossivitamina-D il giorno.

Apporti giornalieri di vitamina “D” dalle 800 alle 1.000 UI sono una dose ragionevole per gli adulti per mantenere i suoi livelli > 32 ng/mL (80 nmol/L).

L'AAP (American Academy of Pediatrics) ha raddoppiato la dose raccomandata di vitamina “D” alle 400 UI il giorno per neonati, bambini e adolescenti. Dosi maggiori di 50,000 IU/die si possono associare a ipercalcemia e iperfosforemia.

Nei pazienti con carenza grave di vitamina D occorrono 50.000 UI di vitamina D giornaliere da una a tre settimane, seguite da una dose settimanale di 50.000 UI. Dopo il reintegro delle scorte dell’organismo sono utili, come mantenimento, 800 UI il giorno o 50.000 UI una volta o due volte il mese. La mancanza di esposizione al sole, il malassorbimento, o l’uso di farmaci antiepilettici può richiedere dosi di mantenimento più elevato fino a 50.000 UI da una a tre volte la settimana. Nei pazienti critici, l'albumina, corretta per i livelli di calcio, può sottovalutare l’ipocalcemia vera o ionizzata, pertanto, bisogna misurare il calcio ionizzato, soprattutto nei pazienti delle unità intensive.



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Mercoledì 19 Settembre 2018, 17:28

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