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Indice
Notiziario Giugno 2010 N°6
L'orologio biologico e l'omeostasi sonno-veglia
I differenti stati corticali del sonno NREM e REM
Percorsi e neurotrasmettitori dell‟attivazione dello stato di veglia
Regolazione de sonno/veglia da parte dei fattori omeostatici e circadiani
Il cronotipo del sonno per età e sesso
I bioritmi circadiani di alcune funzioni nell‟uomo
Architettura del sonno normale
I tempi relativi al sonno normale
Caratteristiche EEG durante il sonno normale
Il ciclo del sonno
Le strutture cerebrali per il sonno e il risveglio
I processi circadiani nel controllo sogno - veglia
Le FASPS e le mutazioni genetiche
La melatonina e l'actimetria
Il sonno alle varie età
Cumulo medio/die di sonno per età e condizione
I cambiamenti del sonno con l‟età
Il salutare cumulo di sonno/die
Il sogno
Le forme di stato di coscienza
Le teorie sulle funzioni del sogno
L'ipnosi
Tutte le pagine

I PROCESSI CIRCADIANI NEL CONTROLLO SONNO - VEGLIA

Il livello di vigilanza si basa, come detto, su due componenti fisiologiche: una spinta innata omeostatica al sonno, in cui si costruisce la sonnolenza durante il giorno con picchi a destra prima di coricarsi, e l'orologio biologico che produce un ritmo circadiano in cui il sonno e la veglia si conformano al normale ciclo giornaliero di luce e oscurità, questo anche con picchi a destra prima di coricarsi (vedi figura in alto). Così, per tutto il giorno, queste due forze opposte aumentano corrispondentemente con qualche variazione, risultandone un livello normale di veglia di circa diciotto ore. Ci sono due variazioni durante il periodo di veglia: il segnale di avviso più forte alle ore 06:00 e 10:00, il momento in cui la maggior parte degli individui presenta il proprio più importante periodo di vigilanza. L‟unità omeostatica è più forte nel primo pomeriggio, consentendo di schiacciare, se necessario, un pisolino. Le due forze sono più lontane quando l'uscita di allarme del ritmo circadiano diminuisce nettamente al momento di coricarsi, con conseguente sonnolenza, che permette di addormentarsi. Come il sonno avanza, la spinta omeostatica del sonno diminuisce, così come il segnale di allarme con l'aiuto della melatonina della ghiandola pineale. Alla fine, il ritmo circadiano aumenta bruscamente l'uscita di allarme, provocando il risveglio del mattino. L'orologio circadiano con cronometraggio delle funzioni interne, delle oscillazioni della temperatura e del dispositivo di controllo enzimatico, lavorando in tandem con l‟adenosina, neurotrasmettitore inibente molti dei processi dell‟organismo associati alla veglia, si forma durante la giornata e ad alti livelli conduce alla sonnolenza. Negli animali diurni la sonnolenza si verifica quando il ritmo circadiano provoca il rilascio di melatonina, attestandosi, così, una graduale diminuzione della temperatura corporea con tempistica influenzata dal proprio cronotipo. Il ritmo circadiano determina, in effetti, il momento ideale di un periodo di sonno correttamente strutturato e di riparazione. La propensione omeostatica del sonno, definita dal bisogno di dormire, in funzione della quantità di tempo trascorso dall'ultimo episodio di sonno adeguato, deve essere bilanciata con gli elementi circadiani di sonno soddisfacente. Ciò avviene con l‟informazione all‟organismo, da parte del ritmo circadiano stesso, sulle necessità di sonno. L‟insonnia e i risvegli sono determinati principalmente dal ritmo circadiano, così che chi si sveglia regolarmente a una certa ora, di buon mattino, generalmente, non riesce a dormire molto oltre quel periodo di veglia normale, anche se ha accumulato un debito moderato di sonno.



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Mercoledì 19 Settembre 2018, 17:28

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