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QUEL FASTIDIOSO DOLORE AL SENO
La mastopatia fibrocistica

La salute del seno è parte importante per il benessere della donna. Mantenere un seno in buona salute significa essere consapevoli dei fattori di rischio di malattia e dover mettere in atto le modalità proattive, soprattutto per contribuire a ridurre il rischio personale del cancro. Bisogna, quindi, nella logica che il benessere rappresenta una priorità, informarsi dei supporti di screening di diagnosi precoce di malattia, secondo le norme codificate dalla prevenzione sanitaria.
In particolare, bisogna essere consapevoli del rischio di cancro al seno basato sulle statistiche epidemiologiche, ricorrendo a tutte le informazioni disponibili. La consulenza professionale può rendersi necessaria per aiutarsi nei meriti. Al proposito, si deve considerare che la maggior parte delle donne tende a sovrastimare il rischio personale e immediato. Il medico di fiducia, in tal caso, può intervenire favorevolmente rassicurando che, anche se è necessario essere attente, la maggior parte delle condizioni di malattia fibrocistica del seno non svilupperà mai il cancro. Bisogna, quindi, trovare il giusto equilibrio tra l’accorta sorveglianza e la qualità della vita.

NORME GENERALI PER RIDURRE IL RISCHIO DI MALATTIA AL SENO

  • Mantenere un peso corporeo normale
  • Essere fisicamente attivi
  • Limitare il consumo di alcol
  • Evitare il fumo di tabacco, sia attivo che passivo, sopratutto se giovane donna
  • seguire ua dieta salutare
  • Evitare l'esposizione ad agenti cancerogeni

Purtroppo, a un certo punto della propria esistenza oltre il 50% delle donne soffre al seno di una condizione fibrocistica non cancerosa. Essa è più comune tra i trenta e i cinquanta anni di età, ma può presentarsi anche in periodo più giovanile. In caso di assunzione di terapia ormonale sostitutiva, i sintomi sono più marcati.

La malattia fibrocistica è caratterizzata da seni dolorosi, con caratteristiche istopatologiche definite dalla comparsa di un tessuto fibroso e granuloso. Si determina nei seni, infatti, una struttura a piccoli ciottoli. Pur tuttavia, già gli ormoni ovarici, di per sé prima o durante le mestruazioni di ogni mese, possono determinare sensazioni di seno gonfio, grumoso, o doloroso.

 

 

I noduli della mastopatia fibrocistica sono lisci con bordi definiti e non aderiscono, di solito, ai tessuti adiacenti. Sono, infatti, liberi nel movimento passivo di chi li palpa. Si trovano più spesso nelle sezioni superiori esterne della ghiandola e più vicini all'ascella.
Come accennato, la mastopatia fibrocistica è generalmente legata al ciclo mestruale e i disturbi che provoca cessano abitualmente dopo la menopausa, a meno che non sia in uso una terapia ormonale sostitutiva. Eccezionalmente in alcuni casi, i sintomi possono continuare in forma indipendente anche dopo la menopausa.
Le donne con l’affezione possono lamentare ai seni e anche ai capezzoli, in concomitanza con il gonfiore periodico, un dolore persistente o intermittente o semplicemente una tensione mammaria.
I sintomi si ripetono acutamente subito prima di ogni ciclo mestruale, attenuandosi in seguito, ma possono durare per tutto il mese. All’acme, le donne avvertono un seno pieno e gonfio, di solito più a destra, con dolore o fastidio anche sotto le braccia. Talvolta è reperibile un nodulo che diventa più grande prima del ciclo mestruale per restringersi in seguito. Possono ricorrere in alcuni casi secrezioni chiare dal capezzolo. Peraltro, la mastopatia fibrocistica non da da rilevare complicazioni legate all'allattamento.
È bene, comunque, ribadire che avere seni fibrocistici, di per sé, non condiziona un rischio obbligato di cancro al seno. Tuttavia, la condizione nell'esame standard e nelle tecniche d’immagine, a volte, può rendere più difficile il rilievo di un cancro nascosto.
In accordo con le raccomandazioni della società scientifiche, sin dalla giovane età l'auto esame del seno rappresenta una raccomandazione imperativa per le donne. Per i migliori risultati dell’auto-esame è importante, però, imparare la tecnica corretta nelle condizioni di minima stimolazione ormonale della ghiandola, ovverossia dai sette ai dieci giorni dopo l'inizio del ciclo mestruale, o tre giorni dopo la fine di un periodo. In  quel momento sono minime, in particolare, la ritenzione dei liquidi nel seno e l'attività della crescita cellulare. Peraltro, un ambiente ideale in cui svolgere l'esame è il bagno o la doccia. Si dovrebbe iniziare a palpare il petto insaponato dalla parte più esterna al centro del seno con la mano e le dita a piatto. Aiuta, peraltro, un programma mentale di divisione dell’area in quattro sezioni o quadranti, lavorando intorno in sequenza. Il quadrante superiore esterno dovrebbe essere esteso sino all’ascella, esaminando, quindi, la parte del seno che spesso la raggiunge. Il processo deve ripetersi con la stessa successione con le dita fluttuanti che si muovono alternativamente in leggera pressione sulla cute. Tutto ciò consente l'individuazione dei tipi diversi delle anomalie dei tessuti. Bisogna, peraltro, accompagnare questo esame di palpazione sempre con un'ispezione attenta. In effetti, con le braccia ai lati e davanti a uno specchio si deve controllare la regolarità e la simmetria dei seni. Poi, alzando le braccia lentamente sulla testa, si possono esaminare possibili aree che stirano la pelle o eventuali noduli o distorsioni visibili. Il processo intero dell’esame può essere eseguito in pochi minuti, soprattutto dopo aver acquisito una particolare pratica.

PRATICHE PER LA SALUTE DEL SENO ALLE VARIE ETA' DELLA DONNA

Dai 12 ai 18 anni
Bisogna essere già in grado di eseguire la tecnica dell'autopalpazione con una frequenza concordata con il proprio medico di fiducia.
Dai 18 ai 30 anni
Bisogna praticare l'autopalpazione ogni 2 mesi in concomitanza con le visite ginecologiche, secondo i tempi consigliati dal medico di fiducia, in base alla storia familiare e personale.
Dai 30 ai 45 anni
Bisogna continuare la pratica dell'autopalpazione, ma già ai 30 anni si deve eseguire la prima ecografia, in base alla quale il medico stabilisce la frequenza dei controlli.
Dopo i 45 anni
Bisogna eseguire la mammografia da ripetere a giudizio del medico di fiducia in rapporto ai dati familiari e personali.

Le tecniche d’immagine sono necessarie per un controllo periodico della mastopatia fibrocistica, ma anche e soprattutto, per una prevenzione del cancro della mammella.
L’ecografia, che si avvale di ultrasuoni, è comunemente eseguita per la diagnosi, anche differenziale, poiché produce immagini che permettono di distinguere le cisti ripiene di liquido dalle masse solide. L'esame può valutare meglio il tessuto denso della ghiandola ed è elettivo per le pazienti giovani sotto i trenta anni.
La mammografia è raccomandata nelle donne sopra i trenta anni, anche in assenza di sospetti derivati durante l'esame fisico. Una mammografia diagnostica consiste in una serie di radiografie che forniscono immagini chiare di aree specifiche del seno. È di solito il primo esame da richiedere in caso di modifiche insolite del seno, individuate nel corso di un esame fisico.
È consigliabile seguire un adeguato programma d’imaging del seno. Questo in genere include mammografie annuali, a volte combinate con un esame ecografico. Le mammografie dovrebbero essere effettuate idealmente in condizioni simili, come ad esempio nello stesso punto del ciclo mestruale, in modo da poterle confrontare con le precedenti. In alcuni casi potrebbe essere utile avvalersi di una RMN (risonanza magnetica nucleare), aggiuntiva per la conferma dei dati.
È bene sapere che per tutte le donne il consiglio di screening per il cancro al seno prevede una mammografia di base nella fascia di età tra i trentacinque e i quaranta anni e, superata questa fascia d’età, annualmente.
La biopsia mammaria, vuoi integrale vuoi come ago biopsia, va riservata ai casi in cui si renda necessario lo studio del tessuto mammario di sedi che il medico specialista ritiene di studiare con dettaglio al microscopio per una certezza di diagnosi. Può anche essere utile per l’aspirazione delle cisti liquide per la risoluzione della loro tensione e, quindi, del dolore.

QUANDO CONTATTARE IL MEDICO DI FIDUCIA

  • In occasione di un apprezzamento all'auto esame del seno di nuovi noduli o di un cambiamento dei precedenti.
  • se si sperimenta una nuova sercrezione del capezzolo, sopratutto di tipo bruno o sanguinolento. Da notare, però, che una secrezione biancastra può ricorrere in alcune donne anche al di fuori dello stato di gravidenza.
  • In caso di alterazioni della cute che riveste la ghiandola, come affossamenti della pelle e aspetto buccia di arancia. Queste anomalie si colgono osservandosi allo specchio a braccia alzate.
  • In caso di detrazione del capezzolo
  • In caso di comparsa di linfonodi palpabili ascellari

La maggior parte delle donne con alterazioni fibrocistiche del seno, soprattutto in assenza di sintomi, non ha bisogno di cure ma solo di controlli periodici.

V’è credenza popolare che alcune condizioni semplici, come il mangiare cioccolato, il bere caffeina, o il seguire una dieta ricca di grassi possano scatenare i sintomi, ma non vi è alcuna prova evidente nei meriti.
Comunque, quando il trattamento dei sintomi è necessario, è opportuno seguire le comuni strategie di cura contro il dolore ciclico al seno.
Possono essere d’aiuto, infatti, indossare un reggiseno ben attillato ma senza stringere, la semplice applicazione di calore o ghiaccio sul seno, oppure farmaci come il paracetamolo o l’ibuprofene. La vitamina “E”, la tiamina, il magnesio e l’olio di enotera, pur non essendo dannosi, nella maggior parte degli studi non hanno mostrato alcuna efficacia.
In caso di cisti particolarmente dolorose o in crescita, come già accennato, si può procedere all’aspirazione del liquido con un ago.
Pur tuttavia, deve essere tassativo e di memoria comune che prima di assumere qualsiasi farmaco o integratore è bene consultasi con il proprio medico di fiducia.

© Associazione Amec

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ULTIMO AGGIORNAMENTO SITO:

Sabato 12 Agosto 2017, 20:20

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