notiziario Agosto 2011 N°7 - VITAMINA “D” E CANCRO - Calcio, Vit. “D” nell’alto rischio per melanoma Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Lascio   
Indice
notiziario Agosto 2011 N°7 - VITAMINA “D” E CANCRO
Un importante problema: Vit. “D” e mortalità per cancro
Morti di cancro più nell’uomo che nella donna?
Vit. “D” e cancro del colon: lo studio EPIC
Vit. “D” e cancro della prostata
Calcio, Vit. “D” nell’alto rischio per melanoma
Integratori di Vit. “D” e rischio di cancro al seno
La Vit. “D”può proteggere contro le ricorrenze del cancro al seno?
Tutte le pagine

Calcio, Vit. “D” nell’alto rischio per melanoma

Teresa Fu della Stanford University School of Medicine di Palo Alto, California e collaboratori il 7.2.2011 al 69° congresso annuale dell'American Academy of Dermatologya New Orleans hanno presentato un’analisi retrospettiva di una parte dello studio WHI (Women's Health Initiative). La ricerca è stata condotta su 36.282 donne, tra i 50 e i 79 anni, in postmenopausa, randomizzate con supplementi di 400 UI di vitamina “D3” e 1000 mg di calcio il giorno o placebo e poi seguite per sette anni per verificare l’incidenza delle fratture dell'anca e di neoplasie (Journal of Clinical Oncology, 2011; DOI:10.1200/JCO.2011.34.5967). I ricercatori di Stanford e altri avevano già dimostrato che topi, privi di recettori per la vitamina “D”, presentavano più frequentemente tumori cutanei e che in vitro l'aggiunta della sostanza era, talvolta, in grado di ridurre nelle cellule malate di cancro della pelle la loro crescita. Gli studiosi, però, non riscontravano differenze nei tassi di tumori cutanei, melanoma e non, come il basalioma e il carcinoma spino cellulare, nei due bracci di analisi, essendo l'hazard ratio (HR) 1.02 (P = 0,59) per il gruppo in trattamento e 0,86 (P = 0,32) per il gruppo in placebo. Pur tuttavia, nelle donne con una storia di cancro non melanoma della pelle il calcio e la vitamina “D” riducevano il rischio di melanoma di quasi il 55% (HR = 0.43, P = 0,38), mentre in quelle con negatività di tale anamnesi non vi era alcuna riduzione del rischio (HR = 1,02). L'analisi separata dei dati del WHI rivelava anche che le donne con i più bassi livelli sierici di 25-idrossivitamina “D”, all'inizio dello studio, andavano incontro a un rischio maggiore di melanoma. La ricerca, peraltro, non rivelava alcuna riduzione del cancro al seno o al colon, dimostrando solo una lieve riduzione delle fratture all'anca con la supplementazione. Secondo gli AA, tale studio sembrerebbe, pertanto, indicare che chi presenta una storia positiva di basalioma o di carcinoma a cellule squamose della pelle, essendo a maggior rischio di melanoma, dovrebbe essere trattato preventivamente, per ridurlo, con supplementi di vitamina “D” e calcio.