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Notiziario Dicembre 2011 N°11 - VITAMINA “D” E INVECCHIAMENTO - Vit. “D”, funzione delle cellule β e glicemia

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Indice
Notiziario Dicembre 2011 N°11 - VITAMINA “D” E INVECCHIAMENTO
La vit. “D” nell’anziano
Gli anziani a maggior rischio d’inadeguati livelli di Vit. “D”
Apporti dietetici di riferimento per il calcio e la Vit. “D”
Integratori alimentari e tasso di mortalità nelle donne anziane
La vit. “D” nell’anziano fragile
Vit. “D” e fragilità in donne e uomini anziani
Vit. “D”, mobilità e forza muscolare nelle donne anziane
La vit. “D” e rischio di caduta negli anziani
Vit. “D” e prevenzione delle fratture osteoporotiche
Relazione tra Vit. “D” e iperglicemia nell’anziano
Vit. “D”, funzione delle cellule β e glicemia
Vit. “D”, diabete, malattie cardiovascolari e morte per qualsiasi causa
Tutte le pagine

Vit. “D”, funzione delle cellule β e glicemia

Dal loro canto, Sheena Kayaniyil dell’University of Toronto e collaboratori hanno voluto esaminare in prospettiva le associazioni tra la 25 (OH) D, l'insulino-resistenza (IR), la funzione β-cellulare e l'omeostasi del glucosio nei soggetti a rischio di diabete di tipo 2 (Diabetes. 2011;60(11):2947-2953).

Hanno, così, seguito per tre anni 489 soggetti, di età di 50 ± 10 anni, arruolati nel PROMISE (PROspective Metabolism and ISlet Cell Evaluation), studio di coorte a Toronto e Londra, Ontario, Canada, tra maggio 2004 e dicembre 2006.
L’analisi di regressione lineare multivariata non indicava alcuna associazione significativa tra il valore basale della 25 (OH) D con l’ISOGTT (IR misurata con il Matsuda index) o l’HOMA-IR (homeostasis model assessment of IR) del follow-up. Invece, si registrava una significativa associazione positiva tra il valore basale della 25 (OH) D con il rapporto IGI / IR, con cui si valutava la funzione delle cellule β (insulinogenic index diviso per l’HOMA-IR) del follow-up (β = 0,005, p = 0,015), e con l’ISSI-2 (insulin secretion sensitivity index-2 ) (β = 0,002, p = 0,023).
Si otteneva anche una significativa associazione inversa tra la 25 (OH) D basale e l’AUCglucose (area under the glucose curve) al follow-up (β = -0,001, p = 0,007). In 116 soggetti si verificava una progressione verso la disglicemia (alterata glicemia a digiuno, ridotta tolleranza al glucosio o diabete di tipo 2).
L’analisi di regressione logistica indicava una significativa riduzione del rischio della progressione nelle condizioni dei valori basali più alti di 25 (OH) D (odds ratio aggiustato 0,69 [IC 95% 0,53-0,89]), che, però, si annullava dopo aggiustamento aggiuntivo per la linea di base e il cambiamento dell’IMC (0,78 [0,59-1,02]). In conclusione, secondo questo studio i valori di base più alti della 25 (OH) D costituirebbero un valore predittivo indipendente al follow-up della migliore funzione delle cellule β e dell’AUCglucose più bassa, sostenendo, così, il ruolo potenziale della vitamina “D” nell’eziologia del diabete di tipo 2 in la senescenza.



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