notiziario Marzo 2012 N°3 - DEPRESSIONE COME MALATTIA SISTEMICA III^ parte - Il quadro clinico dell'episodio depressivo maggiore Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Lascio e Susanna Di Lascio   
Indice
notiziario Marzo 2012 N°3 - DEPRESSIONE COME MALATTIA SISTEMICA III^ parte
QUADRI CLINICI DELLA DEPRESSIONE
Il quadro clinico dell'episodio depressivo maggiore
Il disturbo depressivo con caratteristiche di malinconia
Il disturbo depressivo con caratteristiche catatoniche
Il disturbo depressivo distimico
Il disturbo depressivo psicotico
La depressione atipica
La depressione stagionale
La depressione nell'adolescente
La depressione nella donna
La depressione post-partum
La depressione nell'anzianoKatharine
Il binomio depressione - demenza
La sindrome ansioso-depressiva e la depressione con disturbo di panico.
Sindrome depressiva e sindrome della bruttezza immaginaria
PROGNOSI DELLA DEPRESSIONE
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Il quadro clinico dell'episodio depressivo maggiore

Il quadro clinico dell'episodio depressivo maggiore è riportato nel DSM-IV-TR (American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, Text Revision. 4th Edition. Washington, DC: American Psychiatric Association; 2000). È definito come una sindrome per due settimane di almeno cinque dei seguenti sintomi che causano clinicamente uno stress significativo o menomazione nel campo sociale, lavorativo o di altre importanti aree funzionali, ma con almeno uno riguardante lo stato d'animo depresso o la perdita d'interesse o di piacere:

  • Umore depresso, ma anche irritabile per i bambini e gli adolescenti.
  • Riduzione d'interesse o anedonia, come perdita di piacere per quasi tutte le attività.
  • Significativa variazione del peso o disturbi dell'appetito, ma per i bambini anche fallimento nell'aumento ponderale previsto.
  • Disturbi del sonno con insonnia o ipersonnia.
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio.
  • Fatica o perdita di energia.
  • Percezione d'inutilità o eccessivo senso di colpa.
  • Ridotta capacità di pensare o concentrarsi, incertezza.
  • Pensieri ricorrenti di morte, di suicidio.
  • Rifiuto interpersonale di lunga data, tentativo di suicidio o piano specifico per il suicidio.

Per soddisfare i criteri della depressione maggiore, questi sintomi devono rappresentare un cambiamento e presentarsi per la maggior parte della giornata. La depressione minore è, a tale riguardo, simile a quella maggiore per presenza di due settimane dell'umore depresso o dell'anedonia. Tuttavia, il paziente lamenta minori disturbi rispetto ai cinque necessari per la diagnosi della forma maggiore. Per altro verso, la distimia è caratterizzata dall'umore depresso per la maggior parte della giornata e per la maggior parte dei giorni, come riferito dallo stesso paziente e/o da chi lo osserva, per almeno due anni, con presenza almeno di due dei seguenti sintomi: scarso appetito o polifagia/bulimia, bassa autostima, insonnia o ipersonnia, scarsa concentrazione o difficoltà nel prendere decisioni, senso di stanchezza e sentimenti di disperazione. I pazienti con distimia, in genere, hanno un minor numero di quei sintomi necessari per la diagnosi della depressione maggiore. Tra il DSM-IV e l'ICD-10 ci sono molte somiglianze nella definizione di un episodio, ma la struttura della diagnosi è un po' diversa, poiché il primo sistema fa un uso molto più esteso degli indicatori diagnostici, mentre il secondo concettualizza episodi di depressione maggiore che vanno da lievi a gravi, con diverse soglie del sintomo.

Inoltre, il DSM-IV prevede criteri d'inclusione e di esclusione più specifica non contenuti nell'ICD-10. Altre condizioni incluse nella sindrome possono essere: il diminuito interesse o piacere in almeno uno dei sintomi o l'umore depresso, il disagio significativo o la compromissione delle funzioni sociali, della professione o di altre importanti aree, la mancanza di azioni dirette scatenanti da parte di sostanze o condizioni mediche generali, assenza di criteri che soddisfino un episodio misto, come quelli maniacali e depressivi, assenza persistente di giustificazione per lutto, presenza di marcata compromissione funzionale, preoccupazione morbosa con inutilità, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio, mancanza di sovrapposizione di schizofrenia, di disturbo schizofreniforme, di quello delirante o di NOS (psychotic disorder not otherwise specified).

In qualsiasi modo, il disturbo depressivo può essere classificato come lieve, moderato o grave e può verificarsi con o senza sintomi psicotici, che possono essere congruenti o incongruenti con lo stato dell'umore. Inoltre, la depressione può essere, come già riportato, in remissione totale o parziale e, quando dura più di due anni consecutivi, deve essere diagnosticata come cronica. I fattori di rischio per la cronicità sono, peraltro, l'età avanzata, la persistenza dei fattori stressanti, l'abuso di sostanze, la mancanza o l'inadeguatezza di trattamento, il temperamento, la predisposizione biologica.