Notiziario Settembre 2012 N°8 - ESERCIZIO E SALUTE ANCHE MENTALE - L’attività fisica, anche minima, conferisce beneficio sulla mortalità Stampa E-mail
Scritto da giuseppe Di Lascio e Susanna Di Lascio   
Indice
Notiziario Settembre 2012 N°8 - ESERCIZIO E SALUTE ANCHE MENTALE
I mutamenti cognitivi legati all’invecchiamento
Lo stile di vita protegge contro la demenza
Sedentarietà, come importante fattore di rischio per la salute
Sedentarietà in progressione epidemica nella civiltà globalizzata
Vita in città e rischio cardiometabolico
La pratica sportiva in Europa e in Italia
Sport ed esercizio fisico per il benessere delle nazioni
Bevande sportive e aumento del peso negli adolescenti
Le linee guida americane sull’attività fisica per gli anziani
Attività fisica vs intervento strutturato in anziani
Esercizio fisico e declino cognitivo
Severità dell’insufficienza cardiaca e declino della memoria
Esercizio fisico e depressione nello ​​scompenso cardiaco
Invecchiamento, attività fisica e mortalità
L’attività fisica, anche minima, conferisce beneficio sulla mortalità
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L’attività fisica, anche minima, conferisce beneficio sulla mortalità

Wen CP del National Health Research Institutes, Zhunan, Taiwan e collaboratori, considerando che i benefici sulla salute dell'attività fisica del tempo libero erano ben noti, senza che fosse ben chiaro il valore di quanto raccomandato per 150 min a settimana sulla speranza di vita, hanno svolto uno studio prospettico di coorte su 416.175 persone, di cui 199.265 uomini e 216.910 donne, partecipanti a un programma standard di screening medico a Taiwan tra il 1996 e il 2008 con un follow-up medio di 8,05 anni, DS 4.21 (Lancet. 2011 Oct 1;378(9798):1244-53). Sulla base della quantità di esercizio settimanale indicato in un questionario autosomministrato, i partecipanti sono stati collocati in una delle cinque categorie di volumi di allenamento: inattivi, attività bassa, media, alta, molto alta. Gli Autori hanno calcolato l’hazard ratio (HR) per i rischi di mortalità e la speranza di vita per ogni gruppo, rispetto agli inattivi.
Rispetto al gruppo degli inattivi, quelli a basso volume di attività con una media di novantadue min a settimana (I95% C 71-112) o quindici minuti il giorno (SD 1.8), dimostravano un rischio ridotto del 14% per tutte le cause di mortalità (0,86, -0 0,81 • 91). Avevano anche una speranza di vita più lunga di tre anni. Ogni ulteriore quindici minuti di esercizio quotidiano oltre l'importo minimo dei quindici minuti il giorno riduceva ulteriormente la mortalità del 4% (95% I C 2,5 -7 • 0) e dell'1% (0,3 - 4.5) quella di tutti i casi di cancro. Questi benefici erano applicabili a tutte le età e a entrambi i sessi e a quelli con malattie cardiovascolari. Di converso, gli individui rimasti inattivi avevano un 17% (HR 1.17, 95% IC 1,10 • 24 -1) di aumento del rischio di mortalità, rispetto ai soggetti del gruppo a basso volume. In conclusione, i risultati di questo studio indicherebbero, secondo gli Autori, che quindici minuti il giorno o novanta a settimana di moderata intensità di esercizio potrebbero essere di beneficio anche per le persone a rischio di malattie cardiovascolari.