Notiziario Settembre 2012 N°8 - ESERCIZIO E SALUTE ANCHE MENTALE - La pratica sportiva in Europa e in Italia Stampa E-mail
Scritto da giuseppe Di Lascio e Susanna Di Lascio   
Indice
Notiziario Settembre 2012 N°8 - ESERCIZIO E SALUTE ANCHE MENTALE
I mutamenti cognitivi legati all’invecchiamento
Lo stile di vita protegge contro la demenza
Sedentarietà, come importante fattore di rischio per la salute
Sedentarietà in progressione epidemica nella civiltà globalizzata
Vita in città e rischio cardiometabolico
La pratica sportiva in Europa e in Italia
Sport ed esercizio fisico per il benessere delle nazioni
Bevande sportive e aumento del peso negli adolescenti
Le linee guida americane sull’attività fisica per gli anziani
Attività fisica vs intervento strutturato in anziani
Esercizio fisico e declino cognitivo
Severità dell’insufficienza cardiaca e declino della memoria
Esercizio fisico e depressione nello ​​scompenso cardiaco
Invecchiamento, attività fisica e mortalità
L’attività fisica, anche minima, conferisce beneficio sulla mortalità
Tutte le pagine

La pratica sportiva in Europa e in Italia

Lo sport è in grado di fornire una miriade benefici fisici, psicologici, e anche sociologici. Soprattutto per i bambini rappresenta un divertimento per cui dà impulso a star bene con se stessi e a trascorrere lieti il tempo con i loro amici. Più in particolare, la partecipazione sportiva determina cambiamenti misurabili. Gli effetti migliorativi maggiori si ottengono, di fatto, sulla composizione corporea, sulla forza e funzione muscolare, sull’abilità neuromotoria, sulla salute delle ossa e su quella cardiovascolare. Anche la sensibilità all'insulina e i profili lipidici ematici si ottimizzano.  
Purtroppo, si deve costatare che a tutto oggi in tutto il mondo non è radicata una sana cultura dello sport per tutte le età, sesso e condizioni socio-economiche. Esso è piuttosto divenuto un business, un settore. Bisogna anche riconoscere che i genitori, gli insegnanti, gli amministratori e gli stessi enti non diffondono e non alimentano la cultura dello sport come divertimento e soprattutto salute.  
Certamente in tal modo è evidente che vengano trascurati i benefici fisici, fisiologici e sociologici dell’essere in forma con lo sport e l'esercizio e non solo sul piano fisico ma anche su quello mentale. Eppure è manifesto l’allarme sanitario che dovrebbe scattare per allontanare il sovrappeso, l'obesità, la sindrome metabolica e il prediabete e altre malattie non trasmissibili, sempre più incalzanti con tendenza epidemica in tutto il mondo.
Peraltro, bisogna sempre tenere a mente che la sedentarietà, senza raggiungere i requisiti minimi di attività fisica il giorno, equivale a condanna di morte non solo fisica ma anche intellettuale.
I principali risultati ottenuti da un questionario sullo sport dei cittadini dell’UE dall’Eurobarometro del marzo 2010, sono stati che:
- il 40% delle persone pratica sport almeno una volta la settimana,
- una netta maggioranza, il  65%, pratica una qualche forma di esercizio fisico almeno una volta la settimana, ma il 34% solo raramente o mai,
- in generale gli uomini seguono più sport ludici rispetto alle donne ma con disparità, particolarmente marcata, tra i 15-24 anni,
- l’entità dello sport tende a diminuire con l'età, ma il 22% degli ultrasettantenni continua a praticarlo,
- i cittadini del nord e dei Paesi Bassi, in generale, sono più fisicamente attivi, mentre quelli dei paesi del Mediterraneo e dei dodici nuovi membri tendono a praticare l’esercizio fisico meno della media,
- mentre l'attività fisica si svolge attraverso l’UE in una vasta gamma d’impostazioni formali, due terzi degli intervistati non sono iscritti in società o centri sportivi,
- il motivo più comune per cui si esercita l’attività è di migliorare la salute e in secondo luogo quello di migliorare la forma fisica, il riposo e il divertimento,
- una mancanza di tempo è di gran lunga il più comune dei motivi per cui non si pratica esercizio,
- tre quarti degli intervistati concorda sul fatto di avere possibilità per essere fisicamente attivi nella loro area, ma tale dato scende al 56% per quanto riguarda i dodici nuovi Stati membri,
- una parte significativa degli europei, il 7%, si dichiara disponibile per progetti sportivi locali.

Per quanto più riguarda gli italiani, i dati dall’indagine Multiscopo Istat rivelano che nel 2006 il 30,2% di essi praticava sport con continuità o saltuariamente, un altro 28,4% solo attività fisica, mentre il restante 41%g era del tutto sedentario. In particolare, circa 17.170.000 persone dichiaravano di praticare uno o più sport, il 20,1% con continuità e il 10,1% saltuariamente, mentre 16.120.000 svolgevano un’attività fisica, come passeggiare per almeno 2 km, nuotare, andare in bicicletta o altro. I sedentari ammontavano a oltre 23.300.000. I dati, peraltro, non erano gran che mutati nel 2009. Continuava a risultare, difatti, che la pratica sportiva interessava il 31,1 per cento dei cittadini dai tre anni e oltre con l’1,5% che praticava uno o più sport con continuità e il 9,6% in modo saltuario. Coloro che non praticavano sport, ma comunque svolgevano qualche attività fisica, come fare passeggiare per almeno due chilometri, nuotare, andare in bicicletta o altro, erano il 27,7% e i sedentari il 40,6%, per il 44,8% donne e per il 36,1% uomini.
Sulla base di questi dati, occorrerebbe, quindi, promuovere una maggiore sensibilizzazione sulle proprietà dell’attività fisica, soprattutto nei meriti del mantenimento della salute e della prevenzione delle malattie croniche, rimuovendo le incertezze e il disinteresse che si rilevano ancora nei meriti.