notiziario Luglio 2014 N.7 METFORMINA (GLUCOPHAGE) OBIETTIVO OBESITÀ OLTRE IL DIABETE? - Dati recenti di epidemiologia del diabete e dell’obesità in Italia Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Lascio   
Indice
notiziario Luglio 2014 N.7 METFORMINA (GLUCOPHAGE) OBIETTIVO OBESITÀ OLTRE IL DIABETE?
Notizie storiche e meccanismo d’azione della metformina
Sull’efficacia della metformina nell'obesità e diabete
Dati recenti di epidemiologia del diabete e dell’obesità in Italia
La metformina nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità degli adulti
Effetti della metformina nei bambini obesi
Metformina e fitness cardiorespiratorio
La peculiare importanza della forma fisica nell’adolescente
Nuove formulazioni promettenti della metformina in combinazione
Tutte le pagine

Dati recenti di epidemiologia del diabete e dell’obesità in Italia

La relazione del Ministero della Salute sullo Stato Sanitario dell’Italia del 2009-2010 ha indicato che la prevalenza del diabete negli adulti ha segnato nell’ultimo decennio un progressivo aumento.

Difatti, dal 2001 al 2010 la percentuale si è spostata dal 3,9% al 4,9% della popolazione di cui il 5,2% per le donne e il 4,5% per gli uomini. Ciò ha coinvolto circa 3.000.000 di persone. Peraltro, aumentando con gli anni di vita la prevalenza della malattia, si sono raggiunti valori del 19,8% all’età di settantacinque anni e oltre. Inoltre, nei riguardi del sesso gli uomini hanno segnato una maggiore prevalenza tra i diciotto e i sessantaquattro anni, mentre le donne oltre i sessantacinque.


 
In rapporto alla distribuzione geografica, nel Sud e nelle isole la malattia ha toccato la prevalenza più alta con valori del 5,6%, mentre nel centro è stata del 4,8% e nel Nord del 4,4%.
A questi dati preoccupanti la relazione del Ministero della Salute aggiungeva i risultati poco incoraggianti dell’assistenza ai diabetici. I seguenti dati erano, in effetti, a prova di tutto ciò:

  • Il 73% presentava almeno uno dei principali fattori di rischio per le complicanze e più precisamente il 54%, l’ipertensione, il 44%, l’ipercolesterolemia, il 32%, l’obesità e più del 42% ne aveva almeno due.
  • Il 14% dei casi con ipertensione e il 49% di quelli con ipercolesterolemia non erano trattati e solo poco più della metà degli obesi, quasi tutti invitati a dimagrire, faceva qualcosa per ridurre l’eccesso ponderale.
  • Il 27% dei pazienti continuava a fumare e quasi uno su tre era sedentario.
  • Meno del 50% dei malati si era sottoposto nell’ultimo semestre ad almeno un controllo approfondito del medico di fiducia o dello specialista diabetologo.
  • Soltanto il 58% dei malati aveva eseguito un esame del fondo oculare e solo il 42% aveva ricevuto la vaccinazione antinfluenzale nell’ultimo anno.
  • Solo due su tre persone intervistate avevano notizia dell’emoglobina glicosilata, HbA1c, il test più importante per il monitoraggio del controllo glicemico, e, fra di essi solo il 66% negli ultimi quattro mesi aveva eseguito, come previsto dalle linee guida, l’esame.

I dati, peraltro, riportavano una prevalenza maggiore in rapporto diretto alla difficoltà economica e all’eccedenza ponderale e in forma inversa al grado del titolo di studio.  
In particolare, i dati Istat 2009-2010 nella popolazione adulta hanno stimato la presenza di circa sei milioni di persone adulte obese. E, difatti, insieme al diabete preoccupante è stato il rilievo dell’aumento progressivo dell’obesità nella popolazione italiana, anche in relazione della diretta correlazione tra le due malattie.

L’Istat, per il 2009 ha rilevato in Italia la percentuale del 36,6% di sovrappeso tra gli adulti e in particolare del 45,6% nei maschi e del 28,1% nelle femmine. L’obesità era pari al 10,6%, 11,6% nei maschi e 9,5% nelle femmine. Anche in questo caso la percentuale più alta delle persone obese e in sovrappeso era appannaggio del Sud e delle Isole con lo 11,8% e il 39,8% rispettivamente.
Inoltre, la proporzione delle persone in eccesso di peso mostrava un aumento fino ai settantacinque anni di età, segnando il 60% in quest’ultima fascia. In seguito, si rilevava una diminuzione tra i settantacinque e gli ottantaquattro anni, in cui era il 53% e ancor di più negli ultra 85enni con il 42%.
Peraltro, in Italia come in tutti i Paesi industrializzati si configura da qualche tempo il più rilevante problema dell’obesità infantile. In effetti, l’obesità pediatrica in questi Paesi, ma anche in quelli che via via assumono lo stile di vita occidentale, si registra dagli ultimi trent’anni un incremento della prevalenza in intensità superiore a quella degli adulti. In particolare, l’Italia è risultata la nazione europea con il più alto tasso di prevalenza di eccesso ponderale infantile - adolescenziale, superando una percentuale complessiva del 30%. In effetti, insieme alla Spagna e alla Grecia ha raggiunto il primo posto nella classifica europea con circa un terzo dei bambini dai sette agli undici anni in stato di obesità o di sovrappeso. Da notare anche che questi soggetti hanno il 70% di probabilità di rimanere tali anche nella vita da adulti. Riguardo, poi, alla distribuzione regionale del sovrappeso e dell’obesità dei bambini, come per gli adulti, la prevalenza dell’eccesso di peso/obesità aumenta dal meridione al settentrione dell’Italia con cifre complessive che superano il milione. Alcune regioni italiane, come la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige, hanno fatto rilevare il tasso più basso rispetto a quello più alto di altre, come la Campania, l’Abruzzo e la Calabria.