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Scritto da Giuseppe Di Lascio, Andrea Levi Della Vida, Michele Paradiso   
Domenica 11 Aprile 2010
Indice
Elettricità: dalle scoperte all'uso sull'uomo
L'elettricità e il suo uso sull'uomo
La defibrillazione elettrica
La TEC
Salvare una vita: una scommessa che si può vincere
Con la defibrillazione elettrica tutti possiamo far ripartire un cuore
Tutte le pagine

LA TEC

In via collaterale, bisogna ricordare che Ugo Cerletti (1877-1963), neurologo e psichiatra di Conegliano Veneto, al tempo della sua direzione della clinica neuropsichiatrica dell'Università "La Sapienza" di Roma, ideò insieme a Lucio Bini la TEC (terapia elettroconvulsivante), comunemente nota con il nome di elettroshock, utilizzata per la cura di numerose forme di disturbo mentale.
Tale metodica rappresentò non solo un nuovo metodo di cura, ma anche un ausilio per lo studio delle radici organiche delle malattie mentali. Cerletti giunse all'elettroshock terapeutico sull'uomo dopo esperimenti su animali in rapporto alle osservazioni sulle conseguenze neurologiche di ripetute crisi epilettiche. L'idea di utilizzare la TEC su pazienti neuropsichiatrici venne dopo aver osservato alcuni maiali che venivano anestetizzati con una scarica elettrica, prima di essere condotti al macello. Va in tale contesto considerato, però, che sin dal 1935 il metrazol, farmaco convulsivante, e l'insulina erano già largamente usati in molti paesi per il trattamento della schizofrenia con risultati interessanti. Nell'aprile del 1938, Cerletti in collaborazione con Lucio Bini , usò la TEC su un paziente affetto da schizofrenia con sintomi di delirio, allucinazione e confusione. Una serie di elettroshock terapeutici permise al paziente di tornare a uno stato mentale di normalità. L’approccio traeva spunto dalle ricerche di Julius Wagner-Jauregg , premiato con il Nobel, sulla pratica di convulsioni indotte con la malaria per curare alcuni disturbi nervosi e mentali - come la demenza paralitica causata dalla sifilide, nonché dalle teorie sviluppate da Ladislas J. Meduna, secondo il quale la schizofrenia e l'epilessia erano disturbi antagonisti. Tali ricerche e teorie portarono nel 1933 Manfred Sakel a sviluppare la terapia del coma insulinico in psichiatria. Negli anni successivi, Cerletti e Bini arrivarono a determinare l'affidabilità della terapia nella pratica clinica e la sua sicurezza, soprattutto per il trattamento della psicosi maniaco-depressiva e dei casi più gravi di depressione. Il loro lavoro e le ricerche ebbero, di fatto, un’influenza notevole, così che l'uso della TEC si diffuse prontamente in tutto il mondo. Allo scadere degli anni ’90 del secolo trascorso la TEC non è quasi più utilizzata anche in Italia. In via collaterale vanno ricordati anche alcuni contributi di Cerletti, estranei alla medicina, ma originali come l'ideazione di tute bianche per la mimetizzazione delle truppe alpine, e l'invenzione di una spoletta a scoppio ritardato per artiglieria.